Cristina Legovich

classicista


Leave a comment

Pensiero di Leopardi sull’amore

“Se fosse possibile che io m’innamorassi, ciò potrebbe accadere piuttosto con una straniera che con un’italiana. Quel tanto o di nuovo o d’ignoto che v’ha nei costumi, nel modo di pensare, nelle inclinazioni, nei gusti, nelle maniere esteriori, nella lingua di una straniera, è molto a proposito per far nascere o per mantenere quella imaginazion di mistero […] ch’è il primo e necessario fondamento dell’amor più che sensuale. Oltre alla grazia che accompagna sempre ciò che è straniero, come straordinario.”

G. Leopardi, Zibaldone 4293

Leopardi

Ubi maior minor cessat

Leave a comment

399px-Michelangelo_-_Delphic_Sibyl
“(Delli artefici nostri) chi biasima gli scorti son color che non li sanno fare,
e per alzar se stessi vanno abassando altrui.”

Giorgio Vasari, Vite, a proposito degli artisti invidiosi del suo maestro
Michelagnolo Buonarruoti non appena videro le figure potenti e tridimensionali
sulla volta della Cappella Sistina, svelata al bel mondo romano il 31 ottobre 1512.
Dopo quattro anni di lavoro solitario a venti metri di altezza
per una superficie di quasi mille metri quadri, c’era troppo poco oro per i gusti
del papa e committente Giulio II, troppi nudi per alcuni prelati, figure troppo
muscolari per altri…
Michelangelo aveva trentasette anni, a ventitré compì la Pietà, a trenta il David.
Mancavano ancora all’appello il Mosé per la tomba di Giulio II, a cui lavorò
per un quarto di secolo, e il Giudizio Universale dietro l’altare della Sistina,
cominciato a sessant’anni nel 1534.
Vasari colpisce i maligni che, pur avendo mestiere, non sanno inchinarsi
alla legge dell’ubi maior minor cessat, mancando a un appuntamento
di gioiosa solidarietà con chi ha saputo innalzare una passione
e un lavoro comuni a livelli di competenza eccelsi.
Sebbene nella fabrica di San Pietro gli artisti fossero tutti rivali,
dopo aver ammirato la Sistina tra i primi, Raffaello ritrasse Michelangelo
ne La scuola di Atene, in riconoscimento alla sua arte totale.
Come dire: “sono abbastanza grande da ammettere la tua grandezza”.
Pillole di Vasari aiutano a distinguere, ieri e quanto mai oggi, tra Arte
e tutto ciò che non le assomiglia e non le giova.

This gallery contains 1 photo.


Leave a comment

Nella fetida e morta Italia

Mi convinsi con sommo dolore che nella fetida e morta Italia
era assai più facil cosa il farsi additare per via di cavalli
che non per via di tragedie.

Vittorio Alfieri (Asti, 16/01/1749 – Firenze, 8/10/1803)
Vita scritta da esso

Nota al testo:
Alfieri non è un enfant prodige della letteratura, sente tardivamente
il richiamo delle Muse e l’aspirazione a scrivere tragedie.
Per rendersi degno del cimento e sanare l’ignoranza generale

delle educazioni nobiliari e militaresche come quella ricevuta,
si dedica allora a un energico studio dei classici greci, latini e italiani.

Viaggiò tutta l’Europa finendo per apprezzare nuovamente l’Italia
da cui era stato tutta la vita lontano, 
soprattutto dopo esser dovuto
fuggire da Parigi nel bel mezzo della Rivoluzione francese
ed essere avventurosamente scampato alle esecuzioni nobiliari
(lui era un conte italiano, ma pur sempre conte per i giacobini…).

“Farsi additar per via di cavalli” è  l’allusione alla sua grande passione
per l’equitazione, di cui era un vero esperto, e per l’acquisto di cavalli,
tanto che il suo nutrito seguito equino, racconta nella Vita,
era spesso oggetto di stupore e grande ammirazione. 


Leave a comment

Il mercato degli allori

Ma se tanto da noi sono ammirati quei famosissimi
che provocati con sì eccessivi premii e con tanta felicità
diedero vita alle opere loro, quanto doviamo noi maggiormente
celebrare e mettere in cielo questi rarissimi ingegni
che non solo senza premii, ma in povertà miserabile
fanno frutti sì preziosi? Lo avere a combattere più con la fame, 
che con la Fama, tien sotterrati i miseri ingegni, nè li lascia farsi conoscere.
Colpa e vergogna di chi sollevare li potrebbe e non se ne cura.

Giorgio Vasari, Vite.


Leave a comment

Spesso tristi e sempre inoperosi governi

I due soli Paesi dell’Europa che mi hanno sempre lasciato
desiderio di sé sono stati l’Inghilterra e l’Italia.
Quella (la prima), in quanto l’arte ne ha per così dire
soggiogata o transfigurata la natura; questa, in quanto
la natura sempre vi è robustamente risorta a fare in mille modi
vendetta dei suoi spesso tristi e sempre inoperosi governi.

Vittorio Alfieri (Asti 16/1/1749 – Firenze, 8/10/1803) 
dall’autobiografia Vita scritta da esso.


Leave a comment

La bella fama non arriva senza né arte né parte

Sono del tutto ingannati i quali si avisano di potere
negli agi e con tutti i commodi del mondo
ad onorati gradi pervenire.
Non dormendo, ma vegghiando e studiando continuamente s’acquista.

Giorgio Vasari (Arezzo 30/07/1511 – Firenze 27/06/1574)
Allievo di Michelangelo, scultore, pittore, architetto,
autore delle
Vite degli illustri artefici italiani.