Cristina Legovich

classicista


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Convegni su Saffo e sue seguaci

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Lunedì 30/05/2016 si celebra il genio femminile poetico di Saffo e delle sue seguaci del ‘900 Renée Vivien e Natalie Clifford Barney.

Presso Biblioteca Civica “Ginzburg”, Via Lombroso 16, Torino, ore 20.30. Ingresso libero.

A seguire stesso appuntamento
Venerdì 17/06/2016 presso Arcigay CasArcobaleno, Via Lanino 3, Torino, ore 20.30. Ingresso libero.

A cura di Cristina Légovich e Giorgia Succi.

www.cristinalegovich.com


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I libri di Cristina Légovich

I miei libri sono ora anche in ebook. Visita la pagina www.fermentostore.com


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Pensiero di Leopardi sull’amore

“Se fosse possibile che io m’innamorassi, ciò potrebbe accadere piuttosto con una straniera che con un’italiana. Quel tanto o di nuovo o d’ignoto che v’ha nei costumi, nel modo di pensare, nelle inclinazioni, nei gusti, nelle maniere esteriori, nella lingua di una straniera, è molto a proposito per far nascere o per mantenere quella imaginazion di mistero […] ch’è il primo e necessario fondamento dell’amor più che sensuale. Oltre alla grazia che accompagna sempre ciò che è straniero, come straordinario.”

G. Leopardi, Zibaldone 4293

Leopardi

Ubi maior minor cessat

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“(Delli artefici nostri) chi biasima gli scorti son color che non li sanno fare,
e per alzar se stessi vanno abassando altrui.”

Giorgio Vasari, Vite, a proposito degli artisti invidiosi del suo maestro
Michelagnolo Buonarruoti non appena videro le figure potenti e tridimensionali
sulla volta della Cappella Sistina, svelata al bel mondo romano il 31 ottobre 1512.
Dopo quattro anni di lavoro solitario a venti metri di altezza
per una superficie di quasi mille metri quadri, c’era troppo poco oro per i gusti
del papa e committente Giulio II, troppi nudi per alcuni prelati, figure troppo
muscolari per altri…
Michelangelo aveva trentasette anni, a ventitré compì la Pietà, a trenta il David.
Mancavano ancora all’appello il Mosé per la tomba di Giulio II, a cui lavorò
per un quarto di secolo, e il Giudizio Universale dietro l’altare della Sistina,
cominciato a sessant’anni nel 1534.
Vasari colpisce i maligni che, pur avendo mestiere, non sanno inchinarsi
alla legge dell’ubi maior minor cessat, mancando a un appuntamento
di gioiosa solidarietà con chi ha saputo innalzare una passione
e un lavoro comuni a livelli di competenza eccelsi.
Sebbene nella fabrica di San Pietro gli artisti fossero tutti rivali,
dopo aver ammirato la Sistina tra i primi, Raffaello ritrasse Michelangelo
ne La scuola di Atene, in riconoscimento alla sua arte totale.
Come dire: “sono abbastanza grande da ammettere la tua grandezza”.
Pillole di Vasari aiutano a distinguere, ieri e quanto mai oggi, tra Arte
e tutto ciò che non le assomiglia e non le giova.

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Saffo, Frammento 34

Qui Saffo immagina le stelle del cielo come donne invidiose
quando entra a rubare loro la scena non tanto una più bella,
ma quella senza possibili paragoni.

Le stelle attorno alla bella luna
vorrebbero nasconderne l’immagine splendente,
soprattutto quando più piena e argentea
sfolgora su tutta la Terra.

Saffo, Frammento 34. Fine VII – inizi VI a. C.


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Homo italicus: Storia lunga, memoria corta.

Homo italicus: Storia lunga, memoria corta.
Giovedì di cultura italiana a cura di Cristina Légovich, classicista e autrice.

Da Marzo a Giugno presso la Galleria d’arte contemporanea Mercurio, Via F.lli Calandra 20/F, Torino. Ingresso aperto a tutti, libera offerta. Ore 21.

www.galleriamercurio.com
www.cristinalegovich.com

Ciclo I, LETTERATURA.

Giovedì 6 Marzo 2014: “Ma ne la chiesa coi santi, e in taverna coi ghiottoni.”  Dante, l’arte di avvincere lettori colti e non.

Giovedì 13 marzo 2014: “… per quanto sia dubbio che il mio nome piccolo e oscuro possa giungere lontano nello spazio e nel tempo…” Petrarca, colui che tra le molte opere lasciò una lettera per noi, gente del futuro.

Giovedì 20 Marzo 2014: “…niuna corrotta mente intese mai sanamente parola…” Boccaccio: il coraggio di ridere dopo la peste facendo ridere tutta l’Europa.

Giovedì 27 Marzo 2014: Patroni d’Italia: Francesco d’Assisi e Caterina da Siena.

Giovedì 3 Aprile 2014: “…non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte…” Machiavelli, il presente insegnato dai classici.

Giovedì 10 Aprile 2014: “Chi vuole andare atorno, atorno vada… a me piace abitar la mia contrada.” Ariosto, l’onestà intellettuale tra belle lettere e benefici dei potenti.

Giovedì 17 Aprile 2014: “Ciò che fa l’artefice dotto, intendente et ingegnoso nell’arte.” Vasari: vite degli artefici illustri del Rinascimento italiano.

Ciclo II, STORIA

Giovedì 8 Maggio 2014: La propaganda. Dal dio-re ai re plebei.

Giovedì 15 Maggio 2014: Piccola storia dell’Italia prima dei Romani.

Giovedì 22 Maggio 2014: L’imperialismo romano: Italia caput mundi.

Giovedì 29 Maggio 2014: Rivolte e rivoluzioni. Spartaco et cetera.

Giovedì 5 Giugno 2014: L’Italia vista da stranieri illustri, l’estero visto da Italiani illustri.
Lutero, Artemisia Gentileschi, Alfieri, Foscolo, Da Ponte, Goethe, Byron, Liszt…


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Chi ha paura della Preistoria?

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vulva Lepenski Vir, Danubio 6000 a.C.
Il 2 febbraio 2014 l’archeologia non accademica si prepara a ricordare la grande figura dell’archeologa, linguista e mitografa lituana Marija Gimbutas (Vilnius, 23/01/1919 –
Los Angeles, 02/02/1994) a 20 anni dalla sua scomparsa.
Fuggita dal regime comunista nel ’49 e rifugiatasi negli Stati Uniti, lavorò e insegnò
ad Harvard e all’Università di Los Angeles, conducendo scavi e ricerche epocali
in Grecia, Creta, Cipro ed Europa orientale, raggruppando e codificando i segni
di una cultura preistorica universale riconducibile dal Paleolitico superiore
fino al Neolitico medio e recente.
Dal 40.000 a.C. fino al 4000 a.C., dunque, si svela ai nostri occhi una Preistoria
nuova e inaspettata, un culmine di postmoderne perfezioni stilistiche
e di armonia sociale (evidente nelle stratigrafie archeologiche) che il nostro mondo
culturale, scolastico e accademico, mediamente sottovaluta o ignora.
La protagonista assoluta delle età della pietra è una sola: la triplice Natura femmina
che rigenera, crea da sé e distrugge.
Il culto della unica dea Natura è dunque la prima e più longeva forma di spiritualità
umana, collegata alla Luna, alla Terra e all’equilibrio tra maschile e femminile insito
nella nostra specie animale e mammifera, antica di 300.000 anni.
Alla memoria della Gimbutas è dedicato il mio libro Donna Sapiens, Fermento 2010;
devo alla sua figura e ai suoi studi, sul finale rigettati entrambi dall’ambiente accademico
in cui hanno trovato spazio, una visione generale delle cose che mi fa sentire serena
e protetta. Credo che ogni donna della cosiddetta civiltà moderna cerchi sempre
un pezzo mancante per accettare pienamente se stessa. Io l’ho trovato nelle immagini
che la vedono celebrata in tempi più sconosciuti che lontani, e che la Terra
ha conservato per millenni affinché un giorno potesse rispecchiarsi nella libertà visiva
che la Storia ha tolto e negato non solo a lei, ma all’umanità intera.
La cultura scolastica ha il dovere etico di riparare il danno, per una Preistoria
che non sia più la picaresca lotta per la sopravvivenza in assenza di civiltà, ma forse
la più alta forma di libertà spirituale e celebrazione della vita tra pari diritti
che uomini e donne abbiano mai avuto.

In occasione del ventennale mostrerò qui le immagini dei suoi studi
con indicazioni utili per comprenderle nel loro significato.

In foto Marija Gimbutas e una vulva incisa nella pietra del 6000 a.C., trovata a Lepenski Vir
sul Danubio.
In altre versioni, il simbolo della vulva è rappresentato dal segno
V inciso su pietra o dipinto, o in multipli di V e ><. Genericamente anche dette decorazioni a chevron.

Per maggiori approfondimenti, i tre libri più noti di M. Gimbutas:
Dee e dèi dell’Europa antica, 1974
Il linguaggio della Dea, 1989
La civilizzazione della Dea, 1991 

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