Cristina Legovich

classicista

Nella fetida e morta Italia

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Mi convinsi con sommo dolore che nella fetida e morta Italia
era assai più facil cosa il farsi additare per via di cavalli
che non per via di tragedie.

Vittorio Alfieri (Asti, 16/01/1749 – Firenze, 8/10/1803)
Vita scritta da esso

Nota al testo:
Alfieri non è un enfant prodige della letteratura, sente tardivamente
il richiamo delle Muse e l’aspirazione a scrivere tragedie.
Per rendersi degno del cimento e sanare l’ignoranza generale

delle educazioni nobiliari e militaresche come quella ricevuta,
si dedica allora a un energico studio dei classici greci, latini e italiani.

Viaggiò tutta l’Europa finendo per apprezzare nuovamente l’Italia
da cui era stato tutta la vita lontano, 
soprattutto dopo esser dovuto
fuggire da Parigi nel bel mezzo della Rivoluzione francese
ed essere avventurosamente scampato alle esecuzioni nobiliari
(lui era un conte italiano, ma pur sempre conte per i giacobini…).

“Farsi additar per via di cavalli” è  l’allusione alla sua grande passione
per l’equitazione, di cui era un vero esperto, e per l’acquisto di cavalli,
tanto che il suo nutrito seguito equino, racconta nella Vita,
era spesso oggetto di stupore e grande ammirazione. 

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